24/10/2026
Quando una seduta d'ufficio è davvero ergonomica?
Una seduta, per essere ergonomica, deve rispettare precisi requisiti previsti dal Testo Unico sulla sicurezza e dalle indicazioni INAIL.
Ne vediamo tre, quelli a cui si fa meno attenzione.
La profondità della seduta.
Non esiste una profondità standard che vada bene per tutti e per un motivo semplice: la lunghezza delle gambe è diversa da persona a persona.
Se la seduta è troppo profonda, il bordo anteriore preme dietro al ginocchio e chi ci si siede tende a spostarsi in avanti, staccandosi dallo schienale e perdendo l’appoggio lombare.
Se invece è troppo ridotta, le cosce restano senza sostegno e tutto il peso si concentra su una porzione piccola del sedile.
In genere la profondità del sedile è adeguata se tra il bordo della seduta e il retro del ginocchio resta uno spazio di due o tre dita.
Il rivestimento.
Anche qui il Testo Unico è preciso: i materiali del sedile devono essere permeabili al vapore e pulibili.
Su un rivestimento che non traspira, dopo qualche ora l’umidità resta fra la persona e il sedile.
E un rivestimento che non si può pulire ha una sola manutenzione possibile, la sostituzione!
Stabile e girevole.
Il Testo Unico prevede che il sedile sia stabile, lasci libertà nei movimenti e abbia un meccanismo girevole per cambiare posizione.
INAIL raccomanda la seduta girevole per evitare che, nel cambiare posizione, il collaboratore debba ruotare la colonna vertebrale concentrando lo sforzo in un unico punto,
e una base a cinque razze per distribuire meglio il peso quando, da seduti, ci si sporge di lato o in avanti, verso un cassetto e/o una stampante.
Il sistema Ergocomfort permette di scegliere le sedute tra i modelli certificati che offrono le regolazioni necessarie a tutto il team.
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