20/10/2026
C’è una cosa che diciamo durante i nostri sopralluoghi...non ha senso "riempire" un luogo se poi non siamo davvero disposti a farlo ABITARE dai bambini e alle bambine.
Possiamo progettare spazi per arrampicarsi, scavare, costruire, sperimentare, sporcarsi e anche cadere. Ma se poi ci infastidiamo quando i bambini tornano sporchi, ci spaventiamo appena salgono un po’ più in alto quello spazio perde una parte importante del suo significato. E anche noi adulti rischiamo di perdere coerenza e autenticità ai loro occhi.
Quando condividiamo le immagini degli asili per cui abbiamo lavorato, infatti, il valore non sta solo in quello che abbiamo realizzato.
Sta soprattutto in quello che i bambini e le bambine possono farci.
Un tronco può diventare un percorso di equilibrio. Una corteccia, un ponte. La terra qualcosa da scavare e mescolare.
Un ceppo può diventare una meta da raggiungere. Una parete, qualcosa con cui misurarsi.
Lo spazio diventa così un luogo pieno di possibilità e occasioni.
Ed è proprio qui che entriamo in gioco noi adulti.
Perché progettare spazi in cui i bambini possano fare esperienza significa anche chiederci: quanto siamo davvero disposti a lasciare che quell’esperienza accada?
Forse le scelte di senso iniziano proprio da qui.
Dalla coerenza tra gli spazi, le esperienze che diciamo di voler offrire e la libertà che poi, nella realtà, siamo davvero disposti a lasciare ai nostri bambini e bambine.
Ed è questo che cerchiamo di fare anche con La Bottega di Mattia: non proporre semplicemente delle cose, non fare scelte commerciali, ma fare scelte in cui riconoscerci e essere autentici.