28/10/2026
In questo tappeto c’è un segno che non viene mai ripetuto. E non è un errore.
Ti spiego che cos’è.
Nei villaggi dello Shirvan, nel Caucaso, i tappeti li tessevano le donne, a memoria, sul disegno imparato dalle madri, e negli spazi vuoti ognuna aggiungeva qualcosa di suo: un amuleto, un segno di famiglia.
Il significato preciso di questi segni non è noto, ma sappiamo che non fanno parte del disegno tradizionale: li ha scelti lei, e per questo sono la sua firma.
C’è poi una seconda traccia, cioè come si chiude il disegno ai due lati: non finisce allo stesso modo.
Nelle manifatture di città si segue un cartone, cioè un disegno preparatorio che guida ogni nodo; qui non c’era, e arrivata al bordo la tessitrice adattava il disegno allo spazio che le restava, secondo il proprio giudizio.
Quella che sembra un’imperfezione è la prova che il tappeto è stato annodato da una sola persona, dall’inizio alla fine.
Quando scelgo un caucasico antico cerco per prima cosa questi segni personali: sono la garanzia di un autentico tappeto di villaggio.
Questo misura un metro e ottantacinque per un metro e venti, può essere ambientato in un ingresso o ai piedi del letto, e ogni volta che ci passi davanti scopri un segno nuovo.
Di tappeti firmati così ne abbiamo diversi in galleria a Moncalieri: vieni a vederli di persona. Siamo in Strada Carpice 22, oppure chiama lo 011 6467427.
Cesare Bergoglio
Titolare Galleria Marotta
Tappeti e Mobili direttamente dall’Oriente dal 1929
Galleria Marotta
Strada Carpice 22, Moncalieri (TO)
011 6467427
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