05/11/2026
Mi è stata inviata questa fotografia da un piccolo paese della provincia di Potenza per valutare un eventuale intervento di restauro del portone.
Guardandola ho cominciato a riflettere sullo spopolamento dei piccoli centri abitati e sui tentativi di riportarli a vivere. Ci sono comuni che arrivano a vendere le case al prezzo simbolico di un euro per attirare nuovi abitanti.
Ma forse questi luoghi potrebbero avere anche un'altra possibilità.
Lo spopolamento non è avvenuto per caso. Nel tempo sono cambiate le esigenze della società, le opportunità di lavoro, le abitudini e le aspirazioni delle persone. Molti hanno lasciato i propri paesi per studiare, lavorare e costruirsi una vita altrove.
Questo abbandono però, in alcuni casi, ha permesso a molti elementi del passato di conservarsi quasi intatti. Portoni, finestre, ferramenta, tecniche costruttive, dettagli architettonici e materiali che altrove sono stati modificati o sostituiti, in questi piccoli centri sono rimasti al loro posto. È come se per certi aspetti il tempo si fosse fermato.
E allora mi chiedo perché non immaginare questi paesi anche come grandi laboratori di studio, luoghi in cui restauratori, artigiani, architetti, studenti e ricercatori possano trascorrere periodi di formazione osservando e studiando direttamente ciò che è sopravvissuto alle trasformazioni del tempo.
Non necessariamente quindi ripopolare un paese soltanto attraverso nuovi residenti permanenti, ma anche attraverso comunità temporanee di persone che vi soggiornano per studiare, documentare, lavorare e trasmettere conoscenze.
Pensiamo proprio a questo portone. Non è soltanto un vecchio ingresso da riparare, è una testimonianza di come si costruiva, dei materiali disponibili, delle tecniche utilizzate e delle esigenze di chi abitava quei luoghi.
E come questo portone potrebbero essercene decine, ognuno con qualcosa da raccontare.
Forse dovremmo cominciare a guardare alcuni piccoli borghi anche in questo modo, come veri e propri archivi urbani ancora tutti da studiare, preoccupandoci di conoscere e conservare ciò che custodiscono.