26/10/2026
Concorrenza, essere competitivi. Nel lavoro di un artigiano, un lavoro a misura d’uomo, dove spesso la stessa persona amministra, progetta e poi mette materialmente le mani sul lavoro, che senso hanno queste parole?
L’idea di essere competitivi è spesso associata al dover ba***re qualcun altro nel produrre di più, lavorare più velocemente, riuscire a offrire un prezzo più basso.
Ma nel lavoro artigianale credo che la competizione sia innanzitutto verso se stessi, continuando a migliorarsi in quello che si fa, in quello che si sa leggere, in quello che si è in grado di offrire, cercando ogni volta di dare un servizio migliore.
Penso che se ognuno di noi fosse un po’ più in competizione con se stesso, inevitabilmente aumenterebbe anche la qualità del lavoro che facciamo e del prodotto o del servizio che offriamo.
Se più artigiani dialogassero tra loro sulla qualità, sui metodi di lavoro, sulle cose da migliorare e su quelle da portare avanti, non avrebbe più molta importanza stabilire chi è più bravo. Perché nel confronto può esserci la crescita per tutti.
Immaginiamo un territorio fatto di artigiani di qualità che tra loro non competono, ma collaborano, conversano, si confrontano. Artigiani che continuano individualmente a cercare di migliorarsi e che, allo stesso tempo, mettono in comune esperienze, capacità e competenze.
Immaginiamo quale potrebbe essere, a quel punto, la qualità del lavoro artigianale di un intero territorio.
Ed è proprio in questo confronto che trovare altre persone dello stesso spessore, con la stessa sensibilità e magari con competenze persino migliori delle nostre, non rappresenta più una minaccia. Al contrario, rende migliore anche il nostro lavoro.
Non una competizione per sopraffare l’altro, quindi, ma una volontà di migliorarsi e, migliorando individualmente e confrontandosi con gli altri, migliorare un po’ anche quello che abbiamo intorno.
È anche per questo che qualche giorno fa sono andato a Bari, in via Argiro, a smontare un portone insieme a un collega.
Il lavoro è stato affidato alla mia bottega e sarò io a portarne avanti il restauro. Ma per cominciarlo ho chiesto a Dodo di ve**re con me.
E così quel lavoro, almeno per una parte, è cominciato insieme. Insieme abbiamo smontato quel portone, insieme abbiamo fatto il primo passo di un nuovo lavoro nella mia bottega.
Per questo voglio ringraziare Donato-Dodo Giunta di D-Legno , che ha dedicato un’intera giornata alla mia bottega, permettendomi di iniziare un nuovo lavoro e, soprattutto, di portare quello che faccio anche fuori dalla città di Matera.