21/12/2025
Aspettavo questo momento da tanto tempo, il momento in cui mi avreste proposto un mobile "diverso". E io quel progetto lo accettai.
È un secretaire. L'ho chiamato Versetto.
Sarà il regalo di una mamma per sua figlia, ma soprattutto il punto di partenza per un loro progetto ancora più grande.
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27/11/2025
L'ultima creazione si chiama Isetta, e nelle foto successive ci sono le risposte alla maggior parte delle domande che di solito mi ponete.
Buona visione e buona lettura.
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30/10/2025
Fate scorrere le fotografie. Prometto colori.
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Se ti va, lascia un commento. Sapere cosa ne pensi è la spinta verso la giusta direzione.
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08/10/2025
Se ad un certo punto ne vedete due, gemelle, non state avendo allucinazioni. Sono davvero due.
La credenza Australia (ho chiamato così questo mobile) è nata da un'idea di Valentina e Luca guardando una fotografia di un mobile che c'era su un portale di arredamento. Il mobile nella fotografia però era più grande e con delle rifiniture diverse, ma a loro piaceva il colore. Però c'era un piccolo problema: l'immagine era stata generata dall'intelligenza artificiale, quindi il mobile non esisteva nella realtà, perciò niente informazioni, niente codice colore, niente di niente. Si poteva solo prendere spunto dal disegno generale, adattarlo alle esigenze del mio cliente e cercare di inventarsi di sana pianta una miscela di colore che si avvicinasse il più possibile al colore guida della fotografia, e poi successivamente lavorarlo in modo da ottenere i chiaroscuri degli effetti cromatici. E io di effetti cromatici.. me li sogno di notte ormai.
Sono stati loro due a scegliere poi il numero di scomparti interni, il disegno della modanatura superiore, il disegno dei piedi anteriori e tutti gli altri dettagli che, insieme, formano l'immagine generale di Australia. Quindi l'abbiamo disegnata insieme, così come a 6 mani abbiamo messo su carta tutti gli altri dettagli, persino quelli meno visibili dall'esterno.
Maniglie e pomelli, invece, li hanno acquistati loro in una bancarella di un mercatino dell'usato milanese.
Il resto della storia lo raccontano le fotografie.
Le credenze sono state costruite in abete massello, sono alte 200 cm, larghe 110 cm, profonde circa 47 cm (dimensioni richieste al millimetro da loro). I vetri hanno uno spessore di 4 mm.
Spesso mi sento chiedere "perchè non fai mai mobili colorati?". La risposta è: perchè non sono io a decidere. Costruisco mobili su misura. E "su misura" vuol dire che li faccio come volete voi, e voi ne decidete anche il colore.
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28/09/2025
Questo è un post che avrei dovuto pubblicare quando ho finito di costruire la cucina nelle foto, cioè già qualche mese fa.
Tre cose importanti:
1. il post l'ho diviso in due parti. Questa è la prima, cioè quella solo con fotografie. La seconda parte è un filmino che pubblicherò tra un paio di giorni e nel quale vi mostrerò sportelli nascosti che non vi faccio vedere adesso. Prometto sorprese!
2. la prima e l'ultima di queste immagini sono dei render, ovvero immagini create al computer. Nello specifico gli ho chiesto di inserire i miei mobili all'interno di una cucina descritta sin nei minimi dettagli.
Rispetto alla cucina reale del mio cliente (che praticamente è ancora un mezzo cantiere, ma ha davvero il camino inserito tra i mobili, la finestra a sinistra, etc..), per l'occasione ho aggiunto due o tre cose in più, giusto perchè queste immagini serviranno come guida a persone che "so" che ci stanno pensando.
3. Tutti gli elementi di questa cucina sono costruiti in legno massello, anche il top! Non Mdf, truciolare, multistrato.. No. Ogni singolo millimetro è vero legno. Sul top dei miei mobili (di tutti i miei mobili!) è possibile versarci caffè bollente, bevande, vino e birra. A casa mia ho l'induzione in cucina, e le pentole bollenti (anche la moka!) le poggio direttamente sia sul top della cucina che sul tavolo senza che ne resti il segno.
Tutto ciò è il risultato di anni di studi, di prove, di sbagli, tentativi, pianti, sorrisi e rivincite.
So che avete mille domande da farmi, come per esempio "perchè proprio quel colore?", "che tipo di legno è?", "perchè quel lavello?", "ma la zona lavello, con il tempo e con l'acqua, non si rovina?".
Ecco, scrivetemi nei commenti tutte le domande che vi vengono in mente.
Ciao ✌🏻
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22/09/2025
Cilavegna, provincia di Pavia.
L'ho chiamato "Contadino" perchè chi me l'ha commissionato sognava un tavolo come quelli che si trovavano una volta nelle case di campagna, semplice e robusto al contempo, uno di quelli che sapevano di casa, che sapevano di buono.
Pesa come una portaerei e ha pochi accessori: un solo cassetto, l'alloggiamento per il mattarello, 2 prolunghe esterne da 55 cm capaci di portare il tavolo da 4 a 6 e poi a 8 commensali. 10 nelle serate con la tombola.
Anna ha una casa bellissima in Lomellina, la parte più rurale e casereccia della provincia pavese al confine con il Piemonte. Soggiorno alto con grandi travi in legno a vista, un bellissimo pavimento cotto vissuto dal tempo, la cucina accogliente e tanta vita dentro casa.
Buon cibo, sentirsi a casa, stare bene. Le cose importanti, ma anche le più semplici.
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14/09/2025
"America" è una madia che rispecchia in tutto e per tutto lo stile dei mobili contenitori fabbricati all'inizio del 1900. Il suo disegno, il metodo di lavorazione con il quale è stata realizzata, lo stile dei suoi accessori, la finitura e l'immagine complessiva della madia che trovavi a casa di nonna.
Quando Maria Grazia e Rubens mi hanno commissionato questo progetto avevano mille idee in testa. Sono passati dal mobile completamente in metallo al mobile con cassetti verticali, davvero un milione di idee che avrebbero dovuto portare ad un risultato che scalzasse il posto occupato dall'attuale cassettiera del loro ingresso, un disimpegno creato sullo stile di Chip e Joanna Gaines, quelli del programma americano "Casa su misura".
Prima di proporgli una delle mie soluzioni gli ho posto mille domande. Ho chiesto loro di concentrarsi sull'uso vero che il mobile avrebbe dovuto avere, e, di conseguenza, di buttare giù un paio di disegnini, anche fatti con i piedi, l'importante era capire a cosa stavano puntando.
America è nata da un dialogo, da mille sorrisi scambiati su Whatsapp, da sensazioni comuni e dalle mie notti insonni cercando di raggiungere quell'immagine sfocata nella mia mente.
Ce l'avevo, era lì davanti ai miei occhi, dovevo solo liberare la mente.
America contiene una dedica per i miei clienti, amanti dello stile d'oltreoceano: il top del mobile è composto da 3 assi; quelle esterne sono in abete europeo, ma quella centrale è in cedro americano, nello specifico proveniente da una pianta di cedro rosso canadese.
Grazie ragazzi, onorato per avermi dato la possibilità di costruire America.
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13/09/2025
Avere un'arredatrice d'interni in casa, oltretutto studiosa fino al midollo, proietta anche me nel futuro. Cioè, non proprio (considerando che lavoro a mano e faccio bozzetti ancora a matita), però mi rende apertissimo alle nuove tecnologie, o quanto meno disposto ad accoglierle senza il minimo pregiudizio.
In casa si studia, ci si confronta, si valutano materiali.. e si prova l'IA.
Abbiamo chiesto all'Intelligenza Artificiale di provare ad inserire il mobile "Giove" - costruito lo scorso inverno per la casa toscana di Barbara e Marzia - all'interno di ambienti con delle caratteristiche ben specifiche. Sono stati dettati dei suggerimenti da parte nostra: il risultato è quello nelle 5 fotografie.
Sono solo prove virtuali, gli ambienti non esistono davvero, ma sono così realistici che è difficile distinguerne l'autenticità dall'artificialità.
La cosa può essere utile, per esempio, ai clienti con poca immaginazione, oppure a tutti quelli che intendono contattarmi, ma non hanno la più pallida idea di quale forma o colore deve avere il loro futuro mobile su misura, oppure non riescono ad immaginare il futuro mobile nella loro attuale casa.
Ecco, io ci provo così, aperto al futuro, aggrappato al mio stile e mescolando saggiamente i due ingredienti.
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La prima è una fotografia, quindi il soggetto è autentico, vero, reale, cioè il mobile nel mio laboratorio. Le altre 4 immagini sono state realizzate usando un programma per l'uso dell'IA.
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( guarda qui)
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07/08/2025
Nel settore della falegnameria le stagioni lavorative hanno come termine le vacanze estive, o almeno da me.
Lui, il tavolo, è l'ultimo della stagione. Solitamente l'ultimo mobile prodotto porta addosso la volontà di finire presto e di concludere, al contempo, nel migliore dei modi. Il risultato è sempre un mobile che ricorderò per il resto dell'anno come quello per il quale ho sudato tanto, quello che mi ha fatto passare molte notti insonni, ma anche quello dal quale ho imparato qualcosa in più. Quindi uno di quelli ai quali sono più affezionato dal punto di vista professionale.
È dall' infatti che ho, per esempio, scoperto come reagire e - di conseguenza - saper lavorare una tasca di resina sotto pressione, oppure come miscelare un composto polare con uno apolare, o ancora, come costruire smalti in pasta fatti in casa o usare il carbonato di calcio per accelerare il processo di invecchiamento di deteminati materiali sottoposti a temperature elevate.
La mia esistenza in laboratorio spesso somiglia tanto ad un piccolo estratto di uno dei romanzi ottocenteschi di Stevenson (autore di "Lo strano caso del dottor Jakyll e del signor Hyde"), esperienza la mia che, se vissuta da questo punto di vista, è la più bella che avessi potuto scegliere per questa vita.
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Tavolo "Step 1". Disegno generale, tipo di essenza legnoss, dimensioni, dettagli, disegno della gamba, colore ed effetti, sono tutte caratteristiche scelte dal cliente. Io ho solo consigliato ed eseguito il lavoro.
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24/07/2025
Il suo nome ufficiale non è quello che avevo in mente, ma la persona che mi ha commissionato il mobile ha chiesto di chiamarla come una canzone di Simon & Garfunkel. Io invece, che battezzo i mobili durante la loro costruzione, l'ho chiamata Emma. Perchè Emma? Perchè nello spazio che si intravede sotto il mobile (quello nel quale si passa la scopa per intenderci) c'è un sostegno integrato nel telaio portante sul quale viene scaricato il peso in eccesso del futuro contenuto di questo mobile, e questo sostegno ha la forma "sputata" di nave che porta il nome di Emma Mærsk.
Emma è stata ideata e disegnata a 6 mani nel mio studio con i suoi futuri proprietari una mattina del febbraio 2025. Quel giorno abbiamo parlato a lungo di questo ipotetico mobile, di cosa ci avrebbero voluto mettere dentro, del posto in cui l'avrebbero posizionato, del modo in cui Emma avrebbe riflesso la luce naturale e, di conseguenza, del colore migliore per lei in modo che non facesse a pugni con gli altri mobili nella stanza, col pavimento, gli infissi, etc..
Quella mattina in laboratorio c'era un mobile che avevo completato da poco, dal quale loro hanno poi tratto ispirazione per alcuni elementi decorativi e per alcune sfumature cromatiche. Studiate bene anche le altezze interne, la suddivisione degli spazi, le modanature dei bordi, delle rientranze e dei profili minori.
Come per tutti gli altri mobili, anche per Emma, sia della parte strutturale che di quella estetica, ogni millimetro è stato studiato come se fosse la parte più importante.
I miei NON sono smontabili, ma sono praticamente monolitici! Mi piace del mobile che dura per generazioni, che non stanca nemmeno tra cinquant'anni, che è utile e versatile sempre. Ecco perchè non propongo mai il disegno di un mobile bello e stupido, ma spingo sempre verso il mobile più bello ed efficace possibile!
Ovvio, si progetta insieme, i miei sono solo consigli. Per il resto il mobile nasce proprio come uno ce l'ha in mente. Proprio uguale. E voi ne avete le prove.
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