09/10/2026
🤖 Proponiamo di introdurre un nuovo titolo dello Statuto dei lavoratori dedicato ai diritti nel lavoro automatizzato e nell'era dell'intelligenza artificiale.
Si tratta di riprendere la grande intuizione riformista dello Statuto del 1970 e farla vivere dentro la nuova organizzazione del lavoro: non un codice separato, ma un quadro organico, in coerenza con l’impianto e i principi che ne sono alla base.
🎓 In questo contesto, la formazione legata alla transizione tecnologica deve diventare un diritto soggettivo, pienamente esigibile, accessibile a tutti e svolto durante l'orario di lavoro.
E questo perché se la tecnologia rende obsoleta una parte della mansione, il primo obbligo sociale è provare ad accompagnare la persona verso la nuova organizzazione, non assumere l'obsolescenza del compito come obsolescenza del lavoratore.
Servono, insomma, nuove modalità formative per intercettare questa epocale trasformazione.
🔵 Così come sarebbe necessaria una nuova visione di politica industriale che consenta all’Europa e all’Italia di produrre tecnologia e non soltanto di importarla, sapendo, tuttavia, che gli incentivi pubblici alla robotica e all'automazione devono essere comunque sottoposti a condizionalità sociale.
‼️ Un’ultima considerazione attiene al tema della sicurezza che può beneficiare dell’aiuto della tecnologia di ultima generazione: sarebbe un passaggio decisivo purché si faccia attenzione all’uso dei dati registrati.
È il passaggio chiave dell’audizione al Cnel, su robotizzazione, robotica avanzata e umanoide, del responsabile Uil per il progetto sull’intelligenza artificiale, Francesco Maria Gennaro.