Dott. Cristiana Maghenzani - Medico Veterinario

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Dott. Cristiana Maghenzani  -  Medico Veterinario Medico Veterinario
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Medico Veterinario . Consulenze on line

29/10/2026
26/10/2026

Ho studiato veterinaria per prendermi cura degli animali. Eppure, la maggior parte delle volte, mi rendo conto che il vero paziente non è l’animale, pur essendo lui a manifestare una patologia, ma chi lo accompagna.

È chi cammina su due zampe, che chiamiamo gambe, e comunica attraverso le parole, dimenticando spesso la forma di comunicazione più efficace: quella fatta di comprensione, accettazione e accompagnamento.

Facciamo attenzione a non confondere i loro bisogni con i nostri. Anche l’amore richiede consapevolezza: fermarsi, riconoscere le proprie paure e lasciare spazio a ciò che l’animale sta realmente comunicando. Accompagnarlo significa rispettare anche i suoi tempi, i suoi limiti e la sua natura.

Solo così la guarigione avverrà: lasciando spazio affinché l 'organismo riprenda lo spazio necessario per rimettersi in equilibrio.

Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Medico Veterinario

Il mio studio Olistico ❤️
24/10/2026

Il mio studio Olistico ❤️

Oggi ho scoperto l’«olio lipidico».Aspetto con curiosità l’acqua acquatica. Poi direi che possiamo apparecchiare. 🙃Una p...
17/10/2026

Oggi ho scoperto l’«olio lipidico».
Aspetto con curiosità l’acqua acquatica. Poi direi che possiamo apparecchiare. 🙃

Una parola infelice scappa a tutti, me compresa. Il problema arriva quando, subito dopo, parte la lezione al mondo intero.

Perché ormai il percorso sembra velocissimo: due libri di nutrizione, qualche video, un gruppo Facebook e siamo pronti. Diagnosi, diete, terapie e, già che ci siamo, valutazione delle competenze di tutti gli altri.

I veterinari non capiscono. I medici nemmeno. I nutrizionisti lasciamo perdere. I naturopati? Bocciati anche loro.
Che fortuna essere capitati nell’unico commento di Facebook in cui è custodito tutto il sapere universale.

Peccato che tra leggere una cosa e saperla applicare a un paziente ci siano anni di studio, pratica, errori da riconoscere e responsabilità da assumersi. Il paziente, purtroppo, non si può chiudere con la crocetta quando la discussione si complica.

E no, una laurea non rende infallibili. Ma nemmeno la quarta di copertina conferisce l’abilitazione.

Leggete, informatevi, fate domande. Criticate pure i professionisti, entrando nel merito: il confronto serve.

Magari, prima di spiegare a tutti che non hanno capito niente, lasciate aperta una piccola possibilità: avere ancora qualcosa da imparare.

Anche sull’olio. Quello lipidico, naturalmente. 😉

Con simpatia
Dott . Cristiana

"Dottoressa senti , ma io non ti piaccio? Visiti tutti tranne me ! Va che coscia ! "🤣💕💕💕
16/10/2026

"Dottoressa senti , ma io non ti piaccio? Visiti tutti tranne me ! Va che coscia ! "
🤣💕💕💕

15/10/2026

Maltodestrina da mais, amido di mais, gelatina alimentare (ingrediente capsula), miscela di fermenti lattici (Saccharomyces cerevisiae sub. boulardii MTCC-5375, Enterococcus faecium UBEF-41, Lactobacillus acidophilus LA 14); agente di carica: cellulosa microcristallina (gel di cellulosa); agenti antiagglomeranti: sali di magnesio degli acidi grassi, biossido di silicio; colorante: E171.

maltodestrina, gelatina, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, biossido di silicio, inositolo; Miscela di fermenti lattici vivi: Bifidobacterium bifidum, Bifidobacterium breve, Bifidobacterium lactis/longum, Bifidobacterium lactis/infantis

Spesso mi chiedete di continuare ad usare dei probiotici che sono gia stati prescritti e che ad esempio sono formulati come quelli che ho indicato qui sopra. Capite bene che non c'è solo un probiotico ma un insieme di prebiotici e altre sostanze che oltre a dare sostegno a dei batteri non specie specifici, hanno ancora capacita di richiamare acqua e fermentare. Va da se comprendere che non siano una soluzione almeno iniziare in soggetti con Ibd , disbiosi, mal digestione etc. Ecco perche consiglio sempre di procedere per gradi, molto lentamente e delicatamente nell' integrare probiotici nella max parte dei casi che gestisco. In un futuro si spera di poter usare anche le bombe atomiche :) nell intestino dei soggetti, ma all 'inzio le lasciamo alle farmaceutiche in attesa di tempi migliori.

Dott. Cristiana Maghenzani - Medico Veterinario

MOKA: UN PERCORSO INTEGRATO, SU MISURA     Oggi voglio raccontarvi la storia di Moka. Una storia che mi sta dando una gr...
14/10/2026

MOKA: UN PERCORSO INTEGRATO, SU MISURA

Oggi voglio raccontarvi la storia di Moka. Una storia che mi sta dando una grande soddisfazione e che, secondo me, merita di essere condivisa.

Moka è una bellissima cagnolina che Francesca ha adottato da un canile. Francesca è una mia cliente di vecchia data e, quando si è trovata ad affrontare questa nuova situazione, ha deciso di rivolgersi nuovamente a me.

Vivendo lontane, seguiamo Moka prevalentemente online, grazie anche alla collaborazione di un collega che la visita sul territorio e che ha accolto con grande disponibilità il mio modo di lavorare.

E questa è già una bella cosa. Perché quando due colleghi riescono a collaborare, senza pregiudizi e con un obiettivo comune, a guadagnarci è soprattutto il paziente.

Ma torniamo a Moka.

Di quello che ha vissuto prima dell'adozione sappiamo ben poco. Certamente il passaggio dal canile a una nuova casa è stato un cambiamento importante, anche dal punto di vista emotivo.

A gennaio arriva la diagnosi: leishmaniosi.

Decidiamo di affrontarla considerando Moka nel suo insieme, non soltanto il parassita.

Iniziamo con allopurinolo, un ciclo di domperidone e un sostegno attraverso la micoterapia, in particolare Cordyceps e Shiitake.

Contemporaneamente introduciamo un'alimentazione naturale, fresca e casalinga e lavoriamo anche sulla gestione dello stress e del comportamento.

A marzo gli esami biochimici sono abbastanza rassicuranti.

A maggio aggiungiamo lo zinco, continuando il percorso intrapreso.

Poi arriva giugno.

E qui le cose, almeno sulla carta, si complicano.

Il titolo anticorpale è molto alto, le globuline aumentano notevolmente e soprattutto compare una proteinuria importante, che ci impone di prestare molta attenzione ai reni.

Vi confesso che davanti a risultati del genere la tentazione di passare immediatamente a terapie farmacologiche più impegnative è forte.

Ma Moka sta bene.

È vivace, mangia, non presenta un quadro clinico che rispecchi quel peggioramento così evidente negli esami.

Allora ci confrontiamo, ragioniamo e valutiamo attentamente la situazione.

Non si tratta di ignorare i risultati. Tutt'altro. Si tratta di non lasciare che siano la preoccupazione e la fretta a decidere al posto nostro.

Scegliamo quindi, con un attento monitoraggio, di dare ancora spazio al percorso iniziato e alla risposta dell'organismo, senza introdurre in quel momento antimoniali o miltefosina.

Proseguiamo con l'allopurinolo, fino a completare sei mesi complessivi, ripetiamo un ciclo di domperidone e continuiamo con Cordyceps, Shiitake e zinco.

E naturalmente manteniamo l'attenzione sull'alimentazione e sul suo equilibrio emotivo.

Arriviamo a ottobre. Nuovi esami.

E questa volta i risultati ci regalano una bella soddisfazione!

Il titolo IFAT passa da 1:2560 a 1:1280.

Le globuline scendono da 7,62 a 4,07, tornando nella norma.

Le proteine totali passano da 9,70 a 6,70.

E la proteinuria, che tanto ci preoccupava, passa da 2,88 a 1,11.

Una riduzione di oltre il 60%.

Non è poco!

Nel frattempo ho avuto anche il piacere di visitare personalmente Moka.

E sapete cosa mi ha colpita?

Vedere una cagnolina in splendida forma, con un pelo bellissimo, una lievissima linfoadenomegalia, già molto ridotta, e senza altri segni clinici evidenti della malattia.

Siamo arrivati alla guarigione? No. E non voglio nemmeno farlo credere.

C'è ancora da lavorare, soprattutto sulla proteinuria, e continueremo a controllarla con attenzione.

Ma c'è una riflessione che vorrei condividere.

Nella mia esperienza, curare un animale non significa soltanto cercare di eliminare un agente patogeno. Significa anche occuparsi dell'organismo che lo ospita, della sua alimentazione, del suo sistema immunitario, del suo ambiente e perfino delle emozioni con cui convive ogni giorno.

Non posso affermare che sia stata la micoterapia, da sola, a determinare questi risultati. Sarebbe scorretto. Ma è stata parte di un percorso integrato durante il quale Moka ha mostrato un miglioramento importante.

E c'è un'altra cosa che questo caso mi ricorda.

Non sempre la scelta migliore è quella dettata dall'urgenza di fare qualcosa in più. A volte la scelta più difficile è continuare a osservare, monitorare e ragionare.

Naturalmente questo non vale per tutti i pazienti e non significa rinunciare a farmaci più incisivi quando sono necessari.

Significa semplicemente non perdere mai di vista il cane che abbiamo davanti.

Perché dietro un referto ci sono una storia, un organismo e una vita che non possono essere raccontati soltanto dai numeri.

Grazie a Francesca, che continua a fidarsi di me dopo tanti anni, e al collega che ha reso possibile questa collaborazione anche a distanza.

E grazie a Moka, che ci sta regalando una bellissima evoluzione.

La strada non è ancora finita, ma direi che siamo sulla buona strada.

Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Medico Veterinario
Nutrizione clinica • Medicina di regolazione • Micoterapia • Medicina veterinaria integrata

Oggi ho conosciuto un bel fusto che dopo un 'ora di consulto mi guardava in questo modo 🤣Uno spettacolo !!Essere grandi ...
12/10/2026

Oggi ho conosciuto un bel fusto che dopo un 'ora di consulto mi guardava in questo modo 🤣

Uno spettacolo !!

Essere grandi e grossi non significa essere mordaci . Anzi ! Ha portato energia e allegria❤️

12/10/2026

BOULEDOGUE FRANCESE: QUANDO RESPIRARE DIVENTA UNA FATICA

Chi conosce i Bouledogue francesi sa bene quanto spesso russino, respirino rumorosamente o si affatichino anche dopo uno sforzo modesto.

Siamo talmente abituati ad associare questi rumori alla razza che rischiamo di considerarli normali. Ma non lo sono.

In molti di questi cani il palato molle, chiamato anche velo palatino, è troppo lungo e talvolta anche ispessito. Questo tessuto, durante la respirazione, può ostacolare il passaggio dell’aria verso la laringe.

Immaginate cosa significhi dover compiere uno sforzo per respirare, ogni giorno, anche mentre si dorme.

Con il tempo, questa difficoltà può provocare conseguenze importanti: affaticamento, intolleranza al caldo, sonno disturbato e, nei casi più gravi, crisi respiratorie. Inoltre, il continuo sforzo inspiratorio può contribuire a danneggiare progressivamente le strutture della laringe.

In alcuni casi è necessario intervenire chirurgicamente.

L’intervento si chiama stafilectomia e consiste nell’accorciare il palato molle eccessivamente sviluppato, per consentire all’aria di passare più liberamente.

Naturalmente ogni paziente va valutato individualmente, perché spesso il problema non riguarda soltanto il palato, ma anche altre strutture delle vie respiratorie.

Il video che condivido l’ho girato personalmente durante un intervento eseguito da un mio carissimo collega di Milano.

E voglio raccontarvi anche come è andata a finire!

Il nostro piccolo paziente sta bene e, come potete vedere, subito dopo l’intervento era già più che pimpante!

Una bella soddisfazione, soprattutto pensando a quanto possa cambiare la qualità della vita di un cane che finalmente riesce a respirare meglio.

Ovviamente, anche quando il risveglio è così vivace, il decorso postoperatorio richiede un attento monitoraggio, perché le prime ore possono essere delicate.

Vorrei però lasciarvi con una riflessione.

Non dobbiamo considerare normale una difficoltà respiratoria soltanto perché è frequente in una determinata razza.

Un cane che russa in modo importante, che respira rumorosamente anche a riposo o che fatica a fare una passeggiata merita una valutazione delle sue vie respiratorie.

Respirare bene significa anche dormire meglio, muoversi senza affanno, tollerare meglio il caldo e, soprattutto, vivere meglio.

E questo dovrebbe essere un diritto di ogni animale, indipendentemente dalla razza.

Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Medico Veterinario

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